Morbillo intervista Nadia Terranova

Cari bambini, vi ricordate che qualche tempo fa vi ho parlato di un libro che mi è piaciuto tantissimo? S’intitolava Bruno. Il bambino che imparò a volare, ne avevo scritto qui.
Ecco, la scrittrice di questa splendida storia ha accettato di venirmi a trovare per rispondere a qualche mia curiosità.
Io la ringrazio tantissimo per la gentilezza che ha dimostrato e, se siete curiosi quanto me, affrettatevi a leggere qui sotto!

1. Ciao Nadia e benvenuta nel mio stagno! E’ un grande piacere averti ospite e sono anche un po’ agitato perché il tuo libro mi è piaciuto molto.
Tu mettiti pure comoda sulla sdraio sotto la palma. Lì sul tavolino trovi succo d’ananas, pane e Nutella e qualche Pan di Stelle; serviti pure.
La prima domanda che vorrei farti è: quando hai iniziato a leggere? E ti ricordi, per caso, il primo libro che davvero ti ha colpito?
Sono agitata anch’io perché il tuo sito mi piace un sacco ed è per me un grande onore essere qui. Mangiamo un po’ di pan di stelle così ci passa la paura! Ecco, cominciamo.
Ho cominciato a leggere a quattro anni. La prima cosa che ho letto è stata POLLERIA CARUSO, ovvero la scritta di un negozio vicino il mio asilo che vendeva polli allo spiedo. Ero in macchina e a un certo punto ho sillabato questa espressione, mettendo insieme le singole lettere che avevo imparato a riconoscere. Mia mamma lo racconta sempre ridendo. E poi ho continuato coi libri, il primo romanzo è stato Piccole donne, a sette anni. Ci credi che lo rileggo ogni Natale?

2. Come ormai tutti sanno, io ho incominciato a leggere perché sono stato colpito in testa da un libro. Poi però non ho più smesso perché ho scoperto che leggere è divertente, ma anche che dai libri posso imparare talmente tante cose da diventare quasi più saggio del vecchio coccodrillo Matusalcocco! Secondo te, perché quindi dovremmo leggere? Cosa c’è di speciale nel leggere?
Una volta ho letto in un libro (Donne che viaggiano da sole, di José Ovejero) questa frase: “Viaggiare è come provarsi tante vite per vedere quale ti sta meglio”. Ho pensato: accidenti, ma questo non è solo viaggiare, questa è la definizione della lettura. Leggere significa provarsi tante vite, che può servire a capire meglio la nostra oppure semplicemente a continuare a non capirla in compagnia di altre persone. Pensa che bello, all’età di Matusalcocco, avere accumulato tante esperienze diverse!

3. Ora fai la scrittrice. E’ un lavoro difficile? E come mai una persona decide di scrivere? A me a volte fa male il polso quando scrivo troppo, quindi volevo capire come mai qualcuno decide di farlo.
Non so se è un lavoro difficile… per me no. Nel senso che mi verrebbe molto più difficile fare la panettiera o l’ingegnere perché non saprei da dove cominciare; scrivo perché non saprei fare nient’altro, ecco. E perché riesco a capire le cose solo dopo averle raccontate. Un consiglio contro il mal di polso? Un computer con un mouse ergonomico!

4. Il tuo ultimo libro è Bruno. Storia del bambino che imparò a volare. Un libro davvero magico che mi è piaciuto super moltissimo. Come mai hai deciso di scrivere la storia di questo bambino che è esistito davvero?
Anche io a volte vorrei scrivere una storia con la mamma protagonista, ma poi si arrabbia perché mangio troppa Nutella e allora lascio stare.
Ho letto i libri di Bruno e mi sono innamorata del suo modo di scrivere e delle sue storie. Lui ha scritto spesso del mondo visto con gli occhi dei bambini e dice che l’epoca migliore, l’epoca geniale, arriverà solo quando saremo “maturati verso l’infanzia”. Non pensi anche tu che sia l’unico obiettivo possibile?
Secondo me dovresti scriverla, la tua storia, mettendoci dentro anche la mamma e la Nutella. A proposito, me ne passi un po’?

5. Bruno, il vero Bruno, è anche uno scrittore che ti piace molto. Possiamo dire che è il tuo scrittore preferito? Come si fa a scoprire qual è il tuo scrittore preferito? Io sono indeciso tra due e non so scegliere!
Sei fortunato! Io sono indecisa tra almeno una decina. Ogni volta che mi chiedono i miei scrittori o i miei libri preferiti mi fa male doverne lasciare fuori tanti altri. E se ti metti a scrivere pure tu ce ne sarà un altro ancora.

6. Ho scoperto che hai anche scritto altri libri con delle tue amiche, come se io scrivessi una storia insieme a Tommaso. Ce ne puoi parlare che così capisco di cosa parlano e magari vado a leggermeli.
Uno di questi libro si chiama Caro diario ti scrivo… ed è la storia di sei scrittrici quando erano piccole, a dodici anni. Non sapevano che sarebbero diventate famose però a un certo punto capiscono che la scrittura è una parte importante della loro vita. Allora, io ho avuto questa idea però avevo in mente solo tre diari quindi ho chiesto alla mia amica Patrizia Rinaldi se aveva voglia di scriverne altri tre, lei mi ha detto di sì e poi abbiamo giocato a unire i pezzi, mantenendoli però ben distinti, come un puzzle.

7. Uno dei miei libri preferiti è Alice nel paese delle meraviglie. Quali sono i tuoi, di preferiti?
Anche a me piace un sacco! Pensa che ne ho ben quattro edizioni. Adoro anche Il mago di Oz, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Acqua Dolce, le storie di Peter Coniglio, Skellig… hai visto, non riesco più a fermarmi!

8. Bene, direi che abbiamo finito. Io ti dico tanti GRAZIE perché sei stata gentilissima e, se ti va, la mamma ha appena preparato una torta al cioccolato che non aspetta altro che essere mangiata!
Ecco cos’era quel profumino, grazie. Prima i Pan di stelle, poi la Nutella, ora la torta… Non ti piace neanche un po’ la cioccolata, eh?

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